Ci si mette poco, di solito. Passano gli ultimi giorni, prendi l'aereo e fai rotta verso casa.
Guardi una volta attraverso l'oblò, magari due. La terra su cui hai poggiato piede fino a qualche minuto prima schizza via velocemente. "E' stata una bella esperienza" pensi. Poi ti giri dall'altra parte e di quel paesaggio non resta solo che un soffuso ricordo, talora accompagnato da una serie di foto che farai vedere la sera dopo a tutti i tuoi amici.
Ma questa volta non è così... non si tratta di tornarsene alla routine di tutti i giorni, né tantomeno di aspettare il fatidico lunedì in cui c'è l'ufficio/negozio/studio che ti aspetta.
Questa volta è diverso, qualcosa si è aggrappato a te. Qualcosa vi è addirittura penetrato, facendosi spazio attraverso tutti i sensi. Ne senti l'odore, ne percepisci il sapore e ne riconosci il rumore, che riecheggia nella tua testa come tamburi pulsanti. E' qualcosa a cui non riesci a dare una spiegazione, ma la sensazione è più o meno quella di avere delle nuove lenti davanti agli occhi. Nuove lenti con cui guardare il mondo circostante.
Inspiegabile. Così ce la ricordiamo, "INSPIEGABLE INDIA". Non ci sono vie di mezzo. Ed è così che va presa, con tutti i suoi pregi ma anche con i suoi difetti. Dai tappeti pregiati del palazzo del Maharaja al fango trascinato dalle piogge monsoniche lungo le strade di Bhopal. Dal profumo di incenso presso il tempio dedicato a Shiva al fetore insopportabile sul treno in terza classe (precisiamo, zona toilette).
E' il paese dei contrasti. Ma è anche grazie a questi contrasti che ne riesci ad ammirare il profondo fascino, dettato da leggi che forse non riusciremo mai a comprendere. Non bisogna farsi troppe domande, resta solo da viverla.
Grazie, India, per quello che mi hai dato e per quello che ti sei presa. Ancora una volta, in modo inspiegabile!
Guardi una volta attraverso l'oblò, magari due. La terra su cui hai poggiato piede fino a qualche minuto prima schizza via velocemente. "E' stata una bella esperienza" pensi. Poi ti giri dall'altra parte e di quel paesaggio non resta solo che un soffuso ricordo, talora accompagnato da una serie di foto che farai vedere la sera dopo a tutti i tuoi amici.
Ma questa volta non è così... non si tratta di tornarsene alla routine di tutti i giorni, né tantomeno di aspettare il fatidico lunedì in cui c'è l'ufficio/negozio/studio che ti aspetta.
Questa volta è diverso, qualcosa si è aggrappato a te. Qualcosa vi è addirittura penetrato, facendosi spazio attraverso tutti i sensi. Ne senti l'odore, ne percepisci il sapore e ne riconosci il rumore, che riecheggia nella tua testa come tamburi pulsanti. E' qualcosa a cui non riesci a dare una spiegazione, ma la sensazione è più o meno quella di avere delle nuove lenti davanti agli occhi. Nuove lenti con cui guardare il mondo circostante.
Inspiegabile. Così ce la ricordiamo, "INSPIEGABLE INDIA". Non ci sono vie di mezzo. Ed è così che va presa, con tutti i suoi pregi ma anche con i suoi difetti. Dai tappeti pregiati del palazzo del Maharaja al fango trascinato dalle piogge monsoniche lungo le strade di Bhopal. Dal profumo di incenso presso il tempio dedicato a Shiva al fetore insopportabile sul treno in terza classe (precisiamo, zona toilette).
E' il paese dei contrasti. Ma è anche grazie a questi contrasti che ne riesci ad ammirare il profondo fascino, dettato da leggi che forse non riusciremo mai a comprendere. Non bisogna farsi troppe domande, resta solo da viverla.
Grazie, India, per quello che mi hai dato e per quello che ti sei presa. Ancora una volta, in modo inspiegabile!
Matteo