Finalmente una connessione internet!
Sono passati troppi giorni dalla pubblicazione del nostro ultimo post e ormai siamo giunti al termine del nostro viaggio. Nonostante questo, non vogliamo lasciare pagine bianche nel nostro discontinuo diario di bordo. Cosi' scrivevamo solo una manciata di giorni fa durante il piacevole soggiorno a Chittorgarh, nel Rajasthan:
"Il secondo giorno a Bhopal ci vede ospiti di una struttura che si occupa delle vittime del disastro causato dalla Union Carbide nel 1984, quando circa 200.000 persone persero la vita in seguito ad una fuga di gas tossici, nella più totale indifferenza delle autorità. E per poco si stava aggiungendo un'altra vittima, quando la nostra compagna di viaggio Federica ha un incontro ravvicinato con una moto impazzita guidata da tre “scugnizzi” locali senza casco che si sono dati alla fuga: fortunatamente il tutto si è risolto con un paio di cerotti e qualche insulto. Nel pomeriggio ci coglie il violento monsone durante la nostra visita alle moschee della città vecchia, fra cui la famosa Taj Ul Masjid, la più grande dell'intera Asia: c'è chi fugge a gambe levate verso il nostro hotel e chi, invece, attende invano che la pioggia si plachi facendosi radere dal barbiere locale.
Il terzo giorno vaghiamo all'interno di uno dei numerosi slum, i quartieri più poveri della città. Fra il degrado e l'ospitalità della gente che ci invita ad entrare nelle proprie case, scopriamo il Bharat, ovvero l'India autentica, lontana dall'idea di progresso sfrenato dell'occidente.
Dal magma caotico di Bhopal, dopo l'ennesima notte avventurosa in treno, ci svegliamo in una Chittorgarh solare e ospitale come Sudhir, il gestore del nostro nuovo hotel: si tratta, in realtà, di una haveli cinquecentesca da poco ristrutturata con lo scopo di accogliere i turisti. Le giornate a Chittorgarh sono la prima vera pausa dall'inizio del viaggio, durante le quali possiamo rilassarci con piacevoli passeggiate lungo le mura del maestoso forte (ammirando dall'alto della collina le famose dimore dipinte di blu dei brahmani), scampagnate a cavallo fra le rovine e rocamboleschi tour a bordo di una jeep del '39 che in mezzo al nulla ci lascia improvvisamente a piedi. Unica parentesi al relax di queste giornate è l'irruzione notturna di una scimmia nella stanza di Martina, che ha così avuto un risveglio piuttosto inusuale; sarà la scopa del nostro amico Sudhir a ristabilire l'ordine nell'haveli. C'è anche spazio per una piccola parentesi made in Italy, regalataci dal nostro tour leader Stefano che, nonostante le scadenti materie prime (pasta da minestra spacciata per spaghetti e uno strano formaggio in scatola) ci ha cucinato una pentola di pasta al pomodoro e alle melanzane che ha dato tregua al nostro stomaco e ci ha fatto sentire l'aria di casa."
Stefano e Alessia
Non è che vi siete sprecati a inviare molti aggiornamenti sul blog, ma vi perdono e vi auguro un buon rientro.
RispondiEliminaMi auguro che sia andato tutto bene e che torniate migliori di quando siete partiti!
Le foto sono poche ma bellissime..... a presto
Bella la foto di gruppo!
RispondiEliminaper non parlare della "mitica jeep"...
Ricordo che in venti giorni abbiamo trovato qualcosa come 5 connessioni stabili. Quindi è già bello se siamo riusciti a scrivere questo.
RispondiEliminaAlessia