martedì 24 luglio 2012

22 Luglio


Dopo i primi due giorni trascorsi a Bangalore, ci spostiamo a bordo del nostro pullman guidato dal sorridente Ashok e facciamo tappa a Mysore. Questa città, che attualmente conta circa 600.000 abitanti, è stata fino al 1947 la sede del potere esercitato dalla dinastia dei maharajah Wodeyar. Durante la mattinata visitiamo il maestoso palazzo del maharajah, uno fra i più alti esempi di orientalismo in architettura, costruito agli albori del Novecento da un architetto inglese. Dopo esserci fatti aprire il famoso terzo occhio della conoscenza al tempio di Chamundi Devi, ci siamo tirati a lucido per la nostra terza serata indiana: alcuni di noi hanno finalmente l'occasione perfetta per sfoggiare gli abiti tradizionali del luogo. Siamo accolti da una pioggia di petali di rosa nell'atrio del Lalitha Mahl, antico palazzo principesco ora convertito a ristorante. Ceniamo a bocca aperta (e come altrimenti?) guardandoci attorno stupiti dall'antico fasto della dinastia dei maharajah di Mysore, e finiamo la serata all'interno del bar in stile coloniale sorseggiando Brandy e giocando a biliardo. Ovviamente, del maharajah neanche l'ombra. Nemmeno quando, durante il blackout elettrico di fine serata, una voce non ben identificata esclama al buio “Il mahrajah non ha pagato la bolletta!”


Stefano e Alessia



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